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Paola Watts,
Catalogo esposizione
Studio Watts - San Gemini (Tr),
2000
Enzo Bilardello,
Catalogo esposizione
Palazzo dei Priori - Perugia,
1991
Lorenza Trucchi,
catalogo esposizione
Studio S/Arte Contemporanea in Roma,
1984
Guido Montana,
catalogo esposizione
Galleria dello Scudo - Verona,
1982
Franco Torriani,
catalogo esposizione
Galleria dello Scudo - Verona,
1982
Italo Mussa,
Opere Grafiche 1972-74
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| CATALOGO GALLERIA
DELLO SCUDO - VERONA |
| Il territorio
della pittura è ormai, si può forse dire
nuovamente, il quadro-palcoscenico e, come nella taverna con
teatro in cui iniziò a lavorare Shakespeare, attori,
clienti, e figure disegnate sulle quinte si confondono nel fumo e
nella penombra. Almeno è questa la sensazione che prova
chi si affaccia dall'esterno (in fondo è l'atmosfera con
effetti ottici riproposta negli ultimi anni dallo Squat Theatre).
Lo Squat è un teatro, situato in uno stabile vecchio e
occupato da inquilini-attori abusivi, con le finestre a piano
terra e, per loggione, un marciapiede di New York. Come in tanta
pittura attuale, e Billie Fraleigh non fa eccezione, l'atmosfera
di cui sopra poggia allo stesso tempo sull'impossessamento
abusivo di luoghi e di segni da una parte, e sulla reintegrazione
forzata, sullo spazio pittorico ad ogni costo, dall'altra.
Ovvero, il discorso è, per l'artista, più cattivo
che facile, provvisorio, con i giorni contati, sul presente e
sulle mille sfaccettature immediate di quest'ultimo. Billie non
dimostra tanta nostalgia della figura, quanto della sagoma e la
sagoma è tante cose: totem, figura elementare, bersaglio.
Ma essa è anche un pretesto vitale, e di popolare, della
pittura. E' un lavoro a briglia sciolta, finalmente, dopo tanto
calcolare e lavorare di pudore e di timore reverenziale. Come per
gli spettatori - subito attori dello Squat, allo spettacolo ci si
affaccia per uno squarcio nel muro, una finestra sul marciapiede
volendo, e poi si deve vivere l'esperienza di
persona. |
| FRANCO
TORRIANI |
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