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Paola Watts,
Catalogo esposizione
Studio Watts - San Gemini (Tr),
2000
Enzo Bilardello,
Catalogo esposizione
Palazzo dei Priori - Perugia,
1991
Lorenza Trucchi,
catalogo esposizione
Studio S/Arte Contemporanea in Roma,
1984
Guido Montana,
catalogo esposizione
Galleria dello Scudo - Verona,
1982
Franco Torriani,
catalogo esposizione
Galleria dello Scudo - Verona,
1982
Italo Mussa,
Opere Grafiche 1972-74
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| OPERE GRAFICHE
1972-74 |
| Billie Shanka
Fraleigh incide e stampa da sé le sue incisioni
(acqueforti e acquetinte), per seguire fino in fondo la loro
attuazione culminante nell'impatto della matrice nel foglio di
carta. Questo amore al lavoro manuale rispecchia, senza alcun
dubbio, la sua origine jugoslava. Come è noto, gli artisti
jugoslavi sono tecnicamente i più impegnati nel lavoro
grafico: per loro, infatti, l'opera grafica costituisce non un
momento complementare, ma una presenza determinante o alternativa
della ricerca artistica. Del resto non è un caso che la
più significativa rassegna consultiva sull'opera grafica a
livello internazionale sia la Biennale di Lubjana. Le incisioni
di Billie Shanka Fraleigh nascono da una ricerca che ha come
punto di partenza, parimenti, il segno e la macchia. Il segno
lascia intravedere, di sfuggita, spazialità profonde; la
macchia favorisce sconfinamenti formali dai profili enigmatici.
Questo modo di impaginare liricamente la forma, nel dosaggio
raffinato e calibrato dei chiaroscuri, ricorda Afro.
Nell'impaginazione l'astrazione che percepiamo è sempre
imbastita di ricordi di cose ritrovate nella memoria. Ma esse non
sono animate da alcun estetismo formale: penetrate come sono in
profondità, risultano tra loro agganciate in modo
flagrante. Così pur non riferendosi a nulla di
specificatamente realistico, le cose ricordate mostrano
più la corteccia che l'impronta del reale. Ora questa
corteccia del reale, imbastita nel chiaroscuro dell'acquatinta e
dell'acquaforte, ricorre in tutte le opere grafiche di Billie
Shanka Fraleigh. La sua struttura, attraverso l'intensità
del segno e la profondità della macchia, risulta sempre
mutevole, nella misura di una spazialità articolata
nell'imprevisto. In tal senso quella di Billie Shanka Fraleigh
è una ricerca che trae il suo maggiore stimolo da tutto
ciò che è "disordine inventato". |
| ITALO
MUSSA |
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