background ANTOLOGIA CRITICA: Sunto degli articoli piu' prestigiosi che hanno recensito le mostre dell'artista
the artist
Luigi Foglietti, Il Messaggero, 2000

Mario Padovan, Momento Sera, 1994

Rossella Vasta, Corriere dell'Umbria, 1991

Enzo Bilardello, Corriere della Sera, 1986

Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 1984

Vito Apuleo, Il Messaggero, 1984

Filiberto Menna, Paese Sera, 1984

Ignoto, L'Unita', 1983

Sebastiano Grasso, Corriere della Sera, 1980

John Hart, Daily American Rome, 1976

Sandra Orienti, Il Popolo, 1976

Lino Lazzari, L'Eco di Bergamo, 1976

Lorenza Trucchi, Momento Sera, 1975

Irene Fleming, Daily American, 1975

Arturo Bovi, Roma, 1975
CORRIERE DELL'UMBRIA
"Billie Shanka Fraleigh è un'americana che risiede da tempo a Roma, un personaggio dall'indole vivace e la sensibilità schietta. La sua pittura dirompente ha "invaso" la Sala del Grifo e Del Leone di Palazzo dei Priori a Perugia, affollandola di grandi tele la cui presenza si impone al luogo. L'esposizione, patrocinata dal Comune di Perugia, raccoglie una breve antologia comprendente alcuni lavori significativi della Fraleigh. Nata a Washington e laureatasi in arte presso l'American University Washington D.C., la Fraleigh ha esposto per la prima volta in Italia nel 1975 alla galleria Schneider di Roma, conseguendo subito un'accoglienza positiva presso i critici. Del suo lavoro si sono occupati in molti: da Lorenza Trucchi, Filiberto Menna, a Vito Apuleio, Enzo Bilardello, e altri. La sua pittura è accattivante, trovando bersaglio mobile nei riferimenti indiretti delle avanguardie che hanno interessato il nostro secolo; un atteggiamento che potrebbe apparire transavanguardistico e non lo è, muovendosi la Fraleigh all'interno dello specifico pittorico con la naturalezza di chi si trovi a contatto con il proprio elemento vitale. Una forza vitalistica la spinge, attraverso il colore ed il segno, a comporre immagini pittoriche di rara bellezza, si pensi ad opere come: "La sciantosa rovesciata su un letto bianco", una grande tela ove la sapienza decorativa Matissiana e la luminosità di un Bonnard si coniugano a composizioni sconvolgenti, ove nulla è stabile ma tutto appare precario, segnato da linee convulse alla maniera di Eduard Munch. Eppure qui non c'è citazionismo, c'è solo parentela con i padri della pittura moderna. Un temperamento più intimista e un'ambientazione da fiaba mitologica, che ricorda le suggestive atmosfere create da W. Blake, compare nella serie di acqueforti ed acquetinte i cui titoli "Night Life" e "Durante la Notte" indicano una dimensione onirico-ludica."
ROSSELLA VASTA
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